E con oggi volge al termine il nostro ciclo “È pur qualcosa alleviare i mali fatali con le parole”!! (ciò implica anche che finalmente ho finito di rivedere i concetti principali di studio, per l’esame di stato!!!! Ce l’abbiam fattaaaa!)

Ho scelto di concludere il nostro ciclo di incontri con un tema molto importante:
Il Bullismo.

Una tematica che a mio avviso è ancora poco trattata sia nelle scuole che tra i genitori dei ragazzi.
Il bullismo può essere definito come un comportamento aggressivo, vessatorio e intimidatorio, che può spingere la vittima al sentirsi vulnerabile e priva di valore. Sentimenti che possono portare anche ad una forma grave di depressione.
Per non parlare dei bulli, che se persistono nel loro atteggiamento e comportamento, rischiano di strutturare disturbi della condotta e successivamente disturbi antisociali della personalità.

Un problema che colpisce quindi , seppur in modi diversi, entrambi le parti, ma anche l’intera società.

Riconoscere il bullismo non è sempre facile,  e opportuno quindi che interveniamo con la prevenzione, con un incremento della conoscenza del fenomeno nella scuola, promuovendo abilità sociali tra i bambini e i ragazzi, e che come educatori, riusciamo a porre un ascolto e un occhio più attento sui ragazzi che seguiamo.

Buona Lettura,

 

E nel silenzio,
amaro e indefinito,
il mio sguardo ricade nel vuoto.

Forte si sente la pressione,
che strazia la pace,
logorandomi dentro
di incomprensione,
di rabbia lasciata li..
inespressa, vuota,
perché vincolata dal giudizio,
dall’odio.. lasciato scorrere come sangue
purificato solo dall’idea di rivendicazione.
E negli sguardi insicuri e ansiosi,
che sento proiettati in me,
continuo la passiva battaglia.
Nel finto sorriso
e nella fragilità della mia indifferenza,
forgio la mia spada.

Vittima,
di quella ragazzata,
di quella ignorante forza
di affermazione,
spalancata e visibile al mondo,
che nella parola, nel gesto, nel ghigno sadico
in tranquillità prevarica.
Perché semplicemente “non sa immedesimarsi”!
Perché tanto non lo capisce,
“e solo un gioco”..

Ma che ne sanno loro
di questo gioco di vita reale,
solida,
cruda,
vera,
che è più tangibile del muro
sul quale mi sfogo,
cosa ne sanno..?

Perché semplicemente diverso,
S E M P L I C E M E N T E diverso..

In lacrime notturne,
urla ancora di malinconia la mia anima,
che solo nella realizzazione personale,
nelle conquiste future,
nelle amicizie vere,
quelle sincere,
comprensive,
ritrova le sue ali,
salvandosi da quel baratro oscuro,
che chiama a se
solo morte.

AM

Ph:Web

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