E nel silenzio
che il mio pensiero si perde.
Prova ad immaginare infinite possibilità di vita,
una vita che sembra idilliaca
e libera dai vincoli della quotidianità.
Penso di poterla vivere,
quella vita..
Ma fili invisibili tessute da mani altrui
vincolano la mia esistenza,
confinandomi in uno spazio di triste realtà.
Obblighi
doveri e routine,
come sassi,
fanno sentire il loro peso,
fermando così i miei sogni.
Ma poi il silenzio finisce e
la mia coscienza ritorna al presente,
nascondendo quel turbinio di tristezza
tra le pieghe dei miei pensieri,
ritornando così
a vivere nella concretezza della vita.

AM

Ph: Marina Liotta

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